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CUNEO. Arte pubblica, territorio e comunità: il progetto che trasforma la provincia.
Dalle pagine dei libri alla vita reale dei paesi. Il progetto di arte pubblica Radis affonda le sue radici — radis, in dialetto piemontese — nella memoria e nell’identità del Cuneese. Il riferimento concettuale dell’intero percorso resta Il mondo dei vinti (1977) di Nuto Revelli, saggio che ha raccontato lo spopolamento delle valli e le trasformazioni del mondo contadino, tracciando una mappa precisa del territorio tra montagna, Langhe, pianura e collina.
Dopo le prime due tappe a Rittana nel 2024 (con le sculture di Giulia Cenci immerse nel bosco) ed a Dogliani nel 2025 (con l’opera di Petrit Halilaj sulla memoria di una scuola rurale), Radis approda ora nella pianura di Bene Vagienna. Qui, è stata inaugurata l’installazione dell’artista colombiano Iván Argote, mentre il prossimo anno il progetto farà tappa sulle colline attorno ad Alba, in concomitanza con la sua nomina a Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea.
Il progetto Radis è nato nel 2024 su iniziativa della Fondazione per l’Arte Moderna e Contemporanea CRT insieme alla Fondazione CRC, Radis porta l’arte contemporanea fuori dai musei per innestarla nei piccoli centri della provincia di Cuneo, selezionati all’interno di una rosa di 247 comuni del territorio. L’idea di fondo, come racconta la presidente Patrizia Sandretto Re Rebaudengo, è quella di far uscire le opere dai contenitori tradizionali per portarle nei luoghi della vita quotidiana: “L’arte deve andare tra la gente, nei piccoli paesi e nei boschi. L’intento è far sì che camminando si possa ‘inciampare’ in un’opera contemporanea, facendola diventare uno strumento vivo di dialogo, formazione e coinvolgimento, soprattutto per i più giovani”.
In questa terza edizione cambia il modo di rapportarsi al luogo. Come spiega la curatrice e ideatrice del progetto Marta Papini: “Mentre i primi anni mi sono confrontata con il paesaggio naturale, quest’anno volevo misurarmi con una comunità residente. Quando ho visto ‘la rotonda’ all’ingresso del paese, ho pensato subito a Iván Argote, un artista che lavora sullo spazio pubblico per creare reali dispositivi di aggregazione”.
Piazza del Chafleo concretizza un’idea che Iván Argote coltiva dal 2016: intitolare una piazza a una parola inventata, lasciando che siano gli abitanti a definirne il significato giorno per giorno. “Chafleare è un verbo aperto”, chiarisce l’artista. “Se le persone verranno qui per incontrarsi o baciarsi, significherà quello; se verranno per manifestare, prenderà quel valore. Invece di erigere un monumento che impone un ricordo, ho voluto creare uno spazio conformato dall’uso di chi lo vive. Ci sono una gradinata per guardare il paesaggio dall’alto come il Barone Rampante, una seduta curva che richiama le rovine romane locali, una fontana immaginaria e un grande piccione dorato, simbolo di riscatto per chi sta ai margini”.
Accanto all’intervento nello spazio pubblico, le sale del Museo Civico Archeologico di Bene Vagienna ospitano la mostra La mano sinistra del buio (aperta fino al 6 dicembre 2026). Curata anch’essa da Marta Papini, l’esposizione fa dialogare i reperti romani catalogati del museo con una selezione di opere contemporanee, tratte dalle collezioni CRT e CRC, con i lavori di Francesco Cavaliere, Patricia Domínguez, Regina de Miguel, Aleksandra Mir, Isadora Neves Marques e Diego Perrone. Ispirato al celebre romanzo sci-fi di Ursula K. Le Guin, il percorso costruisce un cortocircuito tra la certezza della storia e la dimensione dell’inclassificabile.
L’opera di Argote viene ceduta in comodato gratuito al Comune di Bene Vagienna mantenendo la proprietà della Fondazione Arte CRT, affiancata da laboratori didattici con le scuole e da un programma di appuntamenti sul territorio.
Info:
Bene Vagienna (Cuneo) // 11 ottobre 2026
Iván Argote – Piazza del Chafleo – Rotonda
La mano sinistra del buio // Dall’11 ottobre al 6 dicembre 2026
Palazzo Lucerna di Rorà, Via Roma, 125 – Bene Vagienna (Cuneo)
Autore: Claudia Giraud
Fonte: www.artribune.com 10 ottobre 2026
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