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BOZZOLO Camillo

Camillo Bozzolo è una di quelle figure di studioso-e-patriota che si incontrano nel Risorgimento.
Era nato a Milano nel 1845, prima delle Guerre d’Indipendenza e delle Cinque Giornate, in una città amministrata dagli austriaci. Famiglia nobile, studi di medicina a Pavia, l’impegno politico come volontario medico nella Terza Guerra d’Indipendenza, prende parte alla decisiva battaglia di Bezzecca, per poi tornare a fare il medico, all’Ospedale Maggiore di Milano, ed a perfezionarsi come patologo in Austria e Germania.

Arriva a Torino accettando la proposta di patologi importanti, prima Giulio Bizozzero che vince la cattedra di Anatomia patologica qui e lo invita a seguirlo, poi di Carlo Leopoldo Rovida, titolare della cattedra di Clinica a Torino, che lo nomina suo assistente.
Così Bozzolo diventa torinese: dal 1876 inizia la sua carriera nell’Università di Torino, due anni dopo è primo nel concorso per la cattedra di patologia generale dell’Università di Genova, ma rinuncia per rimanere a Torino, dove aveva istituito l’insegnamento di clinica medica nell’Università: era la prima in Italia, e nel 1883 ne diventa ordinario.
Nello stesso anno entra a far parte dell’Accademia di Medicina, di cui è nominato presidente, nonché assessore all’Igiene e Consigliere comunale di Torino, dal 1905 al 1915, e nel 1910 diventa senatore del regno.
A lui si deve la fondazione della Scuola Ematologica Torinese e la scoperta, con il collega Otto Kaher, di un tipo di mieloma, la “malattia di Kahler-Bozzolo”. E con il collega Edoardo Bellarmino Perroncito individua in un parassita la causa della “malattia del minatore del San Gottardo“, una grave forma di anemia che colpì i minatori che lavoravano alla galleria ferroviaria del Gottardo.

Ce n’è abbastanza insomma per meritarsi l’intitolazione di una piazza in cui capita di passare senza alzare gli occhi alla targa, e sembra semplicemente un ampliamento dell’incrocio tra via Genova e corso Spezia. E invece è una scelta perfetta per un patriota garibaldino, un politico ma prima di tutto un medico: siamo a due passi dal complesso delle Molinette.

Camillo Bozzolo è morto a Torino, ormai la sua città, il 28 febbraio del 1920, “ucciso da breve violento morbo” come recita la sua scheda nell’archivio del Senato.

Autore: Rosalba Graglia

Fonte: Newsletter Corriere Torino 1 set 2026