MONTEROSSO GRANA (CN), frazione Santa Lucia. Chiesa parrocchiale di Santa Lucia o “San Lucio de Coumboscuro” e Centre Prouvençal
La località e la chiesa sono comunemente chiamate Sancto Lucio (o Santo Lucio) nella tradizione locale e occitana/provenzale. La frazione sorge nel Vallone laterale della Valle Grana detto Coumboscuro; qui fu edificata una cappella benedettina.
Oggi la chiesa parrocchiale conserva un bel campanile romanico, risalente al XIII-XIV secolo, a due ordini di monofore e uno di bifore, con archetti pensili sottolineati da profilature in cotto.
L’attuale edificio della chiesa però è stato rimaneggiato nel Settecento e conserva all’interno interessanti opere d’arte antiche e contemporanee. Statua di santa Lucia: oggetto di fabbricazione seriale in gesso dipinto; Statua della Madonna Addolorata, stilisticamente riconducibile all’area ligure (fine XVII-inizio XVIII); alcuni dipinti sei-settecenteschi.
Di particolare rilievo le opere di Bernard Damiano, nato a Saretto (1926 – 2000), dedicatosi tutta la vita al disegno e alla scultura in legno in Italia ed in Europa. Nel 1995 donò alla Parrocchiale di Sancto Lucio i 14 dipinti della Passione e Lou Crist Sagnànt, del 1997, un Crocifisso ligneo di grande drammaticità plastica.
Damiano, insieme a Beppe Viada di Cuneo, fu anche maestro di Pietro Rosso, “Peire Rous”, della Borgata Rossi Primi di Coumboscuro e fondatore dell’ “Ateìe d’art Coumboscuro”.
La chiesa è situata all’inizio della borgata, su uno spiazzo, lungo la strada e a circa 190 m di distanza sorge il Centro culturale.
Nel 1958 è nato qui il Centro Internazionale di Cultura “Coumboscuro Centre Prouvençal”, info http://www.coumboscuro.org, prima organizzazione ufficiale per latutela e valorizzazione della cultura provenzale, che dal 1962 ha iniziato a pubblicare il periodico Coumboscuro.
Il Centro organizza manifestazioni musicali, eventi come Roumiage (in origine pellegrinaggio, oggi manifestazione transfrontaliera e grande incontro di genti e tradizioni) e il Festenal (festival itinerante), e gestisce il “Museo Etnografico della Civiltà Provenzale Alpina”, che conserva attrezzi di uso quotidiano in montagna da metà ‘800, e il Centro di Documentazione dedicato alla cultura e alla lingua provenzale, alla musica tradizionale e alle lingue e minoranze etniche dell’Europa, con biblioteca, sala video e musica, salone per conferenze e mostre.
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