CARRU’ (CN). Chiesa di San Sebastiano o dei Battuti Bianchi
Gioiello d’arte barocca del 1765.
La fondazione della Confraternita, che si occupava di bambini poveri e orfani, assisteva malati e diseredati, è antecedente il 1528 e l’antica sede sorgeva ‘a levante della parrocchiale’ e fu abbattuta dopo la costruzione dell’attuale edificio.
Nella seconda metà del ‘700, fu chiesto a Filippo Nicolis di Robilant (1723-1783) il progetto della nuova chiesa e la sua costruzione durò dal 1765 al 1774; vi operò lo stuccatore F. Barelli; nel 1776 il pittore Giuseppe Toscanelli ne decorò pareti e soffitti. Il coro, con stucchi di N. Soleri, fu aggiunto tra il 1846-47 su disegno dell’architetto monregalese G.B. Gorresio.
1° altare a destra: è novecentesco con una statua lignea di SS. Vergine Addolorata del primo Settecento, riferita al luganese Carlo Giuseppe Plura e usata come macchina processionale.
2° altare a destra: con la reliquia di S. Gaudioso martire e milite tebeo che fu inviata alla chiesa nel 1783 con autorizzazione di papa Pio VI.
1° altare a sinistra: con statua lignea policroma dell’Angelo Custode che tiene per mano Tobiolo, opera dello statuario Ignazio Perrucca di Torino, giunse a Carrù nel 1780 e in un momento successivo un ignoto pittore la dipinse. Si tratta dell’unico altare pervenutoci nella forma originale. Esisteva una Compagnia legata al culto degli Angeli custodi, di cui non si conosce la data di fondazione. Il culto dell’Angelo custode è documentata già nella chiesa della Confraternita antica perlomeno dalla seconda metà del XVII secolo.
2° altare a sinistra: con statua di S. Anna e la Vergine bambina realizzata all’inizio del XX secolo.
L’altare maggiore dedicato ai Santi Sebastiano e Rocco, in marmi policromi, fu realizzato e collocato intorno alla metà dell’Ottocento in seguito all’ampliamento della chiesa, che prevedeva l’aggiunta della nuova zona absidale.
Le decorazioni pittoriche a secco tra cui le raffigurazioni dei Santi Francesco e Grato furono realizzati nella seconda metà XIX secolo e successivi interventi decorativi (fratelli Prinotti, primo ‘900) reinterpretarono e coprirono parte delle antiche pitture che, fortunatamente, riaffiorano per la caduta di frammenti di colore. Troneggia al di sopra dell’altare maggiore un fastoso baldacchino in legno scolpito e dorato, arricchito da seta rossa che, mosso da un argano, poteva scendere e salire durante le funzioni, enfatizzando la scena religiosa.
Indirizzo: Piazza Dante – Carrù CN
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